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Celebrazioni per la morte di un assassino Ottobre 10, 2007

Posted by iolodico in Costume, Politica.
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Sono 40 anni che il “pacifico e sensibile” Ernesto Guevara, in arte il Che, è morto. Editori e quotidiani democratici, si prodigano per osannare il loro mito (e anche per racimolare qualche soldino in più; la rivoluzione costa, si sa). I ragazzotti che indossano le magliette con la faccia del Che, non sanno minimamnete chi era costui. Gli ex sessantottini invece sono cresciuti nel mito di un personaggio che storicamente è stato ben diverso da come l’iconografia rossa lo ha descritto. Basta leggere i suoi stessi scritti o quelli di chi ha avuto a che fare con lui personalmente. E’ storia, si conoscono nomi e cognomi; il Che fece uccidere centinaia di persone. Esecuzioni sommarie che in quattordici casi documentati, ha eseguito lui personalmente. Un vero macellaio. Un suo comandante, Costa Vazquez, ha testimoniato quale fosse la sua filosofia: “Nel dubbio, fucilare”.  Il Che stesso nel 1954, appena arrivato a Cuba, scriveva alla moglie di sentirsi “vivo e assetato di sangue”. Poco tempo dopo il “sensibile” guerrigliero uccise il suo compagno d’armi Eutimio Guerra, sospettato di non essergli fedele: “Ho risolto il problema con una pallottola calibro .32 nella tempia destra. Ora ho io le sue cose”.  Questo sarebbe un eroe? Ed i contadini che fece uccidere, non erano guerriglieri che vi si opponevano, ma inermi civili. Intanto, però, i vari vati rossi continuano a distorcere la storia e a raccontare le loro panzane. Che si vadano a leggere i suoi scritti e quelli di Carlo Alberto Montaner e Alvaro Vargas Llosa, magari a qualche cosa servirà, anche se sicuramente la malafede avrà il sopravvento.

Il burqa Ottobre 9, 2007

Posted by iolodico in Costume, Politica.
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Il prefetto di Treviso da l’OK all’utilizzo del burqa. E la Bindi è pure contenta. L’articolo 5 della legge 152 del 1975  vieta di fare uso in luogo pubblico, salvo giustificato motivo, di caschi o di qualsiasi altro mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona. Nessuno, giustamente, per motivi di ordine pubblico, dovrebbe quindi girare per strada senza essere riconoscibile nascondendo il viso. Se questa decisione dovesse accreditarsi come riferimento giuridico e amministrativo a livello nazionale, i terroristi ed i delinquenti avranno motivo di ringraziare.
Ma che senso ha tollerare una cosa del genere? E poi c’è anche qualcuno che pretenderebbe di eliminare i crocefissi nei luoghi aperti al pubblico.  Ma siamo impazziti? Ordine pubblico a parte, loro possono ostentare i loro simboli religiosi, in questo caso pure incivili visto il significato del burqa stesso, e noi dobbiamo nasconderli? Non me ne fotte nulla se la loro religione lo raccomanda (non è un obbligo, anzi, è una interpretazione “sui generis” solo di alcuni di loro, ma poi anche se fosse obbligatorio…). Sono ospiti di un paese straniero e devono adeguarsi alle leggi ed alle usanze del paese che li ospita. Se a loro non sta bene, possono anche tornarsene a casa nel loro bel paese.

Il piercing Ottobre 6, 2007

Posted by iolodico in Costume.
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Personalmente piercing e tatuaggi, non mi sono mai piaciuti, ma per carità, ognuno è libero di fare quello che desidera purchè non interferisca con le libertà altrui e non dia fastidio ai suoi simili. Sono comunque pratiche che fanno correre dei rischi igienico-sanitari più spesso di quanto non si creda.
A parte questi rischi, mi ha impressionato quanto successo a questa ragazza qualche giorno fa. OK, siamo a livello si sfiga notevole, ma comunque….